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Giovanni Bertacchi nacque a
Chiavenna il 9 febbraio 1869 da
Giuseppe e Teresa Morelli. Il
nonno del poeta, che si chiamava
pure Giuseppe, si era trasferito
a Chiavenna da Tremezzo nei
primi decenni dell'800, mentre
la madre, di Bette, aveva una
drogheria sotto l'abitazione
nella piazza principale, oggi
intitolata al poeta.
Dopo gli studi
elementari
a Chiavenna
e medie al
collegio Gallio di
Como, |
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Giovanni
nel 1892 si laureò in lettere all'Accademia
scientifico letteraria di Milano con una
tesi sulla "raccolta giuntina in rime
antiche".
Nel 1888, studente 19enne, stampava alla
tipografia Ogna di Chiavenna la prima
raccolta di poesie, "Versi", di intonazione
carducciana, sotto lo pseudonimo di Ovidius.
Entrò come insegnante al ginnasio Parini di
Milano, con sede nel collegio Longone. Coprì
poi la cattedra di letteratura al liceo
Manzoni, sempre a Milano, fino al 1915. Nel
1895 era uscita la sua raccolta più nota,
"Il canzoniere delle Alpi": un cantico
spesso nostalgico dedicato alla sua terra
natia. Tre anni dopo è la volta dei
“Poemetti lirici”, presso Sonzogno, con
accenni sociali nell’esaltazione del lavoro
e delle città operose e nel tentativo di
conciliare positivismo, socialismo e
mazzinianesimo. Nel 1898, dopo
l’insurrezione di Milano, lasciò la scuola
rifugiandosi nella Bregaglia svizzera. Nel
1903 uscirono le “Liriche umane” con i
“Poemetti lirici”.
Nel 1905 apparvero “Le malìe del passato” e
nel 1906 “Alle sorgenti”. Nel 1912 è la
volta di “A fior di silenzio” e quattro anni
più tardi, dopo aver raccolto numerosi
riconoscimenti, Bertacchi veniva chiamato
alla cattedra di Letteratura all’Università
di Padova. Nel 1921 pubblicò “Riflessi di
orizzonti”. Con l’avvento del fascismo si
fece silenzio attorno a lui.
Nel ’29 usciva l’ultima raccolta, “Il
perenne domani”. Ritiratosi nel 1936
dall’insegnamento, morì il 24 novembre del
1942 nella casa di Brugherio, a Milano. È
sepolto nel cimitero di Chiavenna, in un
sarcofago realizzato da Enrico Pancera,
sotto la rupe, al secondo ripiano a
sinistra.
da vaol.it |