ISTITUTO COMPRENSIVO GIOVANNI BERTACCHI

 

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Al laboratorio di mosaici
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
AL LABORATORIO DI MOSAICI
Scuola primaria di Piuro, classe II
 

Non è trascorsa che una settimana dalla visita alle mostre di Crana ed eccoci già nel laboratorio della giovane mosaicista di Borgonuovo incontrata in quell'occasione.

Siamo la classe seconda della scuola primaria di Piuro e abbiamo colto al volo la disponibilità di Raffaella Tosi per intrufolarci un po' nel suo mondo misterioso ed attraente.

Per arrivare al laboratorio saliamo una lunga scala in sasso.

Lei è sulla porta e ci accoglie sorridente, pronta a svelarci parte dei suoi segreti.

La stanzetta è piccola, ordinata e curata nei minimi particolari, impreziosita da materiali, strumenti, suppellettili e oggetti vari

C'è silenzio, raccoglimento... Quasi in modo spontaneo, ci stringiamo attorno al banco da lavoro cercando una collocazione discreta nel poco spazio a disposizione...

Come tante tesserine che si incastrano , ognuno di noi trova la sua collocazione , evitando di invadere gli angoli e le pareti da cui spuntano manufatti e attrezzature per realizzarli

 

 

GAIA: mi sembrava di essere in una grotta piena di diamanti.

MATTEO: osservando tutti quei minerali e smalti immaginavo di essere in una miniera di diamanti e di tagliarli per fare una composizione .

MANU L.: desideravo portare a casa una pietruzza

 

Il laboratorio,

disegno di Chiara

 

 
Raffaella ci chiede cosa desideriamo sapere e noi le rivolgiamo alcune delle domande preparate in classe. Lei comincia a raccontare...

”La prima volta che mi sono accostata ad un mosaico è stato sui banchi di scuola, quando, in seconda media, ho visto dei mosaici bizantini sul libro di storia dell'arte.

Più avanti, quando lavoravo a Milano e avevo 18 anni, ho frequentato un corso serale e da lì è nata una passione e il desiderio di approfondire; così mi sono iscritta alla scuola di specializzazione a Spilimbergo. Ho studiato altri 3 anni ed ora eccomi qui..."
 

Lo specchio,

disegno di Manuela P.

 

 
“In genere i miei lavori partono da un bozzetto semplice, con disegni e andamenti semplici che consentono giochi di luce e e volumi. Si scelgono i materiali, i colori; si calcola il numero delle tessere e, se serve, si tagliano ; poi si posano e s'incollano”.
 

ALESSANDRO: uno dei mosaici che abbiamo  visto e di cui mi è piaciuta la forma assomigliava a una torta.

MANUELA L.: quando Raffaella ha detto che il suo primo mosaico era di carta, immaginavo di costruire il mio primo mosaico: una greca colorata.

 
“Esistono varie tecniche di composizione. Le più importanti sono due: la lavorazione moderna, con l'incollatura diretta delle tessere nel cemento (quando non occorre una superficie liscia come nei quadri) e la lavorazione indiretta, usata per pavimenti, tavoli,..., ove occorre una superficie liscia. In quest'ultimo caso le tessere vengono incollate a rovescio su una carta speciale che viene poi rovesciata su un piano di cemento per essere infine tolta e scoprire la composizione".
 
CHIARA e GIADA: a me è piaciuto il  mosaico rotondo incollato su una  carta che una volta girato dall'altra parte risulta decorato  dalle piastrelline  e poi  diventerà un  tavolo. Raffaella ci ha detto come si facevano i mosaici. Poi ha detto che lei ha iniziato a diciotto anni a fare un corso di mosaici per tre anni.

GIULIA e ILARIA: io quando sono  entrata ho visto un  mosaico con il  contorno  arancione e un cuore  rosso, gli specchi con il  contorno decorato e  poi il cavallo di vetro.

 

Raffaella  ha  spiegato  come  si  fanno  i  mosaici  e  ne  ha  fatto  uno.  Mi  è  piaciuto  tantissimo  e  ho pensato   di  farne  uno  anch' io

 

La spirale,

disegno di Manu L.

 

 
Nel mosaico è molto importante la scelta del colore e gli accostamenti. Oggi si creano figure con più forme , più grandezze, più spessori, diversi tipi di fughe...e con i materiali più svariati.”
 

ALESSANDRA e DANIELE: mi ha colpito il fatto che si possano costruire mosaici con diversi materiali come legnetti, sassi, cortecce, conchiglie, pezzi di ferro, cocci di piastrelle o di piatti...

 

BENEDETTA: io  nel   laboratorio  ho  visto  tanti mosaici  belli e di tanti colori .

Ho sentito  tante cose tipo: come si fa quella  specie di cemento e come si fanno i mosaici e anche che quando  i  mosaici  cadono  si  rompono.

A  me  è piaciuto  molto andare  nel  laboratorio  dei  mosaici

 

“Il mio lavoro mi piace perché è come un gioco.

Mi piace improvvisare, dare un'impronta mia a ciò che compongo.

Prendere un sasso, un pezzo di ferro e posarlo...

Un' idea iniziale c'è sempre, poi il lavoro si sviluppa ed io “tiro fuori” una pazienza che non avrei mai creduto di possedere..."

 

MANUELA P.: Io ho  osservato  tanto i mosaici perche'  mi sono piaciuti molto.

Da grande faro' di lavoro i mosaici .

 

SARA: Raffaella  è  un'esperta  di mosaici.  A  me sono piaciuti  i mosaici lisci.

Ho  sentito che il suo primo mosaico è  stato  con  della  carta.  Io  trovo che i mosaici sono interessanti. Immagino che magari da grande farò quel  lavoro

 

“Le mie prime esperienze di lavoro sono state collettive, si realizzavano lavori grossi come la pavimentazione di chiese ove ognuno faceva un pezzo.

Ora invece io mi occupo di mosaici artistici pur con componenti artigianali.

Invio le mie proposte agli studi architettonici oppure presento le mie opere a delle mostre. Nella nostra zona però è difficile vendere perché il mosaico è ancora poco conosciuto.”

 

SOFIA: io ho immaginato che stavo facendo un mosaico.

Ho  osservo i mosaici già pronti.

Ho ascoltato altre cose tipo: se i mosaici cadono si  rompono...

Ho provato molta curiosità  per le cose che ha spiegato perchè  erano interessanti

 

“Come vi dicevo, il mio lavoro richiede molta pazienza e capacità d'attesa, anche perché alcune fasi di lavorazione,come l'asciugatura  delle colle, necessitano di tempi lunghi .

I risultati migliori dei mosaici si vedono in lontananza.”

 

Mentre Raffaella spiegava, mostrando anche alcuni attrezzi di lavoro, qualche bambino è stato attratto dalle tessere variopinte. Puntandogli gli occhi addosso, ha cominciato ad avvicinare la mano all'insolito materiale, l'ha accarezzato... l'ha afferrato e rinchiuso nel palmo,della mano: se l'è rigirato, l'ha stretto e rimirato durante l'ascolto, come un oggetto prezioso... 

Alla fine della visita non voleva lasciarlo, neanche dopo l'esplicito invito dell'insegnante.

In seguito però ha capito che lì, insieme ad altre tessere, avrebbe trovato una miglior collocazione rispetto al fondo della propria tasca e si è rassegnato a rimetterlo al proprio posto. 

Lungo il tragitto poi, ai bordi delle strade, qualcuno ha scoperto dei sassi particolari, li ha raccolti, regalati, scambiati