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AL LABORATORIO DI MOSAICI |
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Scuola primaria di Piuro, classe
II |
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Non è trascorsa che una settimana dalla visita alle mostre di Crana ed
eccoci già nel laboratorio della giovane mosaicista di Borgonuovo
incontrata in quell'occasione.
Siamo la classe seconda della scuola primaria di Piuro e abbiamo colto
al volo la disponibilità di Raffaella Tosi per intrufolarci un po' nel
suo mondo misterioso ed attraente.
Per arrivare al laboratorio saliamo una lunga scala in sasso.
Lei è sulla porta e ci accoglie sorridente, pronta a svelarci parte dei
suoi segreti.
La stanzetta è piccola, ordinata e curata nei minimi particolari,
impreziosita da materiali, strumenti, suppellettili e oggetti vari
C'è silenzio, raccoglimento... Quasi in modo spontaneo, ci stringiamo
attorno al banco da lavoro cercando una collocazione discreta nel poco
spazio a disposizione...
Come tante tesserine che si
incastrano , ognuno di noi trova
la sua collocazione , evitando
di invadere gli angoli e le
pareti da cui spuntano manufatti
e attrezzature per realizzarli |
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GAIA: mi sembrava
di essere in una grotta piena di diamanti.
MATTEO: osservando tutti quei minerali
e smalti immaginavo di essere in una miniera di diamanti e di tagliarli
per fare una composizione .
MANU L.: desideravo portare a casa una pietruzza |
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Il laboratorio,
disegno di Chiara |
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Raffaella ci chiede cosa desideriamo
sapere e noi le rivolgiamo
alcune delle domande preparate
in classe. Lei comincia a
raccontare...
”La
prima volta che mi sono accostata ad un mosaico è stato sui banchi di
scuola, quando, in seconda media, ho visto dei mosaici bizantini sul
libro di storia dell'arte.
Più avanti,
quando lavoravo a Milano e avevo
18 anni, ho frequentato un corso
serale e da lì è nata una
passione e il desiderio di
approfondire; così mi sono
iscritta alla scuola di
specializzazione a Spilimbergo.
Ho studiato altri 3 anni ed ora
eccomi qui..." |
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Lo specchio,
disegno di Manuela P. |
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“In genere i miei lavori partono da un
bozzetto semplice, con disegni e
andamenti semplici che
consentono giochi di luce e e
volumi. Si scelgono i materiali,
i colori; si calcola il numero
delle tessere e, se serve, si
tagliano ; poi si posano e
s'incollano”. |
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ALESSANDRO: uno dei mosaici che abbiamo
visto e di cui mi è piaciuta la forma assomigliava a una torta.
MANUELA L.:
quando Raffaella ha detto che il suo primo mosaico era di carta,
immaginavo di costruire il mio primo mosaico: una greca colorata. |
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“Esistono varie tecniche di
composizione. Le più importanti
sono due: la lavorazione
moderna, con l'incollatura
diretta delle tessere nel
cemento (quando non occorre una
superficie liscia come nei
quadri) e la lavorazione
indiretta, usata per pavimenti,
tavoli,..., ove occorre una
superficie liscia. In
quest'ultimo caso le tessere
vengono incollate a rovescio su
una carta speciale che viene poi
rovesciata su un piano di
cemento per essere infine tolta
e scoprire la composizione". |
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CHIARA e GIADA: a
me è piaciuto il mosaico rotondo incollato su una carta che una volta
girato dall'altra parte risulta decorato dalle piastrelline e poi
diventerà un tavolo. Raffaella ci ha detto come si facevano i mosaici.
Poi ha detto che lei ha iniziato a diciotto anni a fare un corso di
mosaici per tre anni.
GIULIA e ILARIA: io quando sono entrata ho visto un mosaico con il
contorno arancione e un cuore rosso, gli specchi con il contorno
decorato e poi il cavallo di vetro.
Raffaella ha
spiegato come si fanno i mosaici e ne ha fatto uno. Mi
è piaciuto tantissimo e ho pensato di farne uno
anch' io |
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La spirale,
disegno di Manu L.
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“Nel mosaico è molto importante
la scelta del colore e gli
accostamenti. Oggi si creano
figure con più forme , più
grandezze, più spessori, diversi
tipi di fughe...e con i
materiali più svariati.” |
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ALESSANDRA e
DANIELE: mi ha colpito il fatto che si possano costruire mosaici con
diversi materiali come legnetti, sassi, cortecce, conchiglie, pezzi di
ferro, cocci di piastrelle o di piatti...
BENEDETTA: io
nel laboratorio ho visto tanti mosaici belli e di tanti colori .
Ho sentito tante
cose tipo: come si fa quella specie di cemento e come si fanno i
mosaici e anche che quando i mosaici cadono si rompono.
A me
è piaciuto molto andare nel laboratorio dei mosaici |
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“Il
mio lavoro mi piace perché è come un gioco.
Mi piace
improvvisare, dare un'impronta mia a ciò che compongo.
Prendere un sasso, un
pezzo di ferro e posarlo...
Un' idea iniziale c'è
sempre, poi il lavoro si sviluppa ed io “tiro fuori” una pazienza che
non avrei mai creduto di possedere..." |
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MANUELA P.: Io ho
osservato tanto i mosaici perche' mi sono piaciuti molto.
Da grande faro'
di lavoro i mosaici .
SARA: Raffaella
è un'esperta di mosaici. A me sono piaciuti i
mosaici lisci.
Ho sentito
che il suo primo mosaico è stato con della carta. Io
trovo che i mosaici sono interessanti. Immagino che magari da grande
farò quel lavoro |
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“Le
mie prime esperienze di lavoro sono state collettive, si realizzavano
lavori grossi come la pavimentazione di chiese ove ognuno faceva un
pezzo.
Ora invece io mi occupo di
mosaici artistici pur con componenti artigianali.
Invio le mie proposte agli studi
architettonici oppure presento le mie opere a delle mostre. Nella nostra
zona però è difficile vendere perché il mosaico è ancora poco
conosciuto.” |
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SOFIA: io ho
immaginato che stavo facendo un mosaico.
Ho osservo i
mosaici già pronti.
Ho ascoltato
altre cose tipo: se i mosaici cadono si rompono...
Ho provato molta
curiosità per le cose che ha spiegato perchè erano
interessanti |
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“Come
vi dicevo, il mio lavoro richiede molta pazienza e capacità d'attesa,
anche perché alcune fasi di lavorazione,come l'asciugatura delle colle,
necessitano di tempi lunghi .
I risultati migliori dei mosaici
si vedono in lontananza.” |
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Mentre Raffaella spiegava, mostrando
anche alcuni attrezzi di lavoro, qualche bambino è stato attratto dalle
tessere variopinte. Puntandogli gli occhi addosso, ha cominciato ad
avvicinare la mano all'insolito materiale, l'ha accarezzato... l'ha
afferrato e rinchiuso nel palmo,della mano: se l'è rigirato, l'ha
stretto e rimirato durante l'ascolto, come un oggetto prezioso...
Alla fine della visita non voleva
lasciarlo, neanche dopo l'esplicito invito dell'insegnante.
In seguito però ha capito che lì,
insieme ad altre tessere, avrebbe trovato una miglior collocazione
rispetto al fondo della propria tasca e si è rassegnato a rimetterlo al
proprio posto.
Lungo il tragitto poi, ai bordi
delle strade, qualcuno ha scoperto dei sassi particolari, li ha
raccolti, regalati, scambiati |
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