ISTITUTO COMPRENSIVO GIOVANNI BERTACCHI

 

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Articoli dei tre laboratori di giornalismo

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Articoli elaborati durante il laboratorio
di giornalismo coordinato
dalla prof.ssa Maria C. Tagliente

 

Bullismo
 

  Ultimamente si sente spesso parlare del fenomeno del bullismo. Questo fenomeno consiste nel picchiare i compagni, rompere oggetti scolastici, scherzare o filmare i professori ecc. per attirare l’attenzione.

Questo avviene nell’ambiente scolastico ma, anche, al di fuori.

Anche nella nostra scuola avvengono e sono       

  avvenute  forme di  bullismo: ci sono alunni che vanno in bagno e danneggiano il materiale scolastico, lanciano fialette maleodoranti ,o nel caso più recente, danneggiano il materiale dei professori.

Addirittura a causa di queste persone, alcuni ragazzi  vengono indotti al suicidio proprio perché gli scherzi    non sono divertenti.  Recentemente un ragazzo si

   è suicidato, perché alcuni compagni  lo prendevano in giro accusandolo di essere un ragazzo gay.

Tutto questo non dovrebbe accadere perché ogni ragazzo ha la sua personalità e non tutti accettano gli scherzi.

Concludiamo dicendo, che è necessario che ognuno di noi deve rispettare l’altro.

 
 
 

L'intervallo della scuola G.Bertacchi
 

Nella scuola G. Bertacchi l’intervallo dura 10 minuti circa; alcuni degli alunni si lamentano per la sua troppa breve durata e affermano, che questa “importante pausa” dovrebbe durare almeno 5 minuti in più. Durante questo breve lasso di tempo ci sono alcune regole fondamentali da rispettare: bisogna rispettare i compagni e l’ambiente scolastico, non si deve correre, sporgersi dalle finestre...

Noi ragazzi, su consiglio della nostra insegnante, abbiamo     intervistato

 

alcuni compagni per sapere cosa ne pensano.  
Ne abbiamo dedotto che soprattutto le regole sono troppo rigide e che non si ha molta libertà di movimento, in quanto gli spazi sono troppo piccoli. Durante l’intervallo, alcuni copiano i compiti, altri ripassano le lezioni dell’ora successiva e altri si ritrovano a parlare con gli amici nel corridoio. Tutto ciò non è sufficiente per le nostre esigenze. Desideriamo una pausa più lunga, indispensabile per poterci ricaricare e ricominciare meglio il nostro lavoro.

 
 
Il fascino diChiavenna

Chiavenna è una cittadina di origine romana situata all’imbocco della Valle Spluga e della Val Bregaglia. Questa cittadina si è arricchita grazie alla sua posizione favorevole, che permette ai turisti di raggiungere il confine con la Svizzera. Il simbolo di Chiavenna sono due chiavi incrociate rappresentanti le due valli, che si congiungono in essa. Chiavenna offre un numero elevato di opere di valore artistico e ambientale quali il Fonte battesimale, la Pace, una copertina di evangeliario in oro, argento e pietre preziose, la Collegiata di S. Lorenzo, l’orto botanico chiamato Paradiso, che offre un'infinità di piante, Palazzo Salis e la via Dolzino, ricca di palazzi storici.  Percorrendo questa via si incontrano Piazza Pestalozzi, Piazza Crollalanza, Piazza del Comune, Piazza Castello e il Portone di S. Maria...

È una città accogliente e, allo stesso tempo, interessante, che offre molti monumenti e tante iniziative, quindi va visitata al più presto.

 
 

Riflessione sull'incontro del 4

novembre con il dr Kossi

Sabato 4 novembre noi alunni della scuola G. Bertacchi abbiamo partecipato all’incontro educativo con il dr. Kossì presso il cinema-teatro Victoria di Chiavenna Questo signore ha parlato della sua vita quando era in Togo e della sua ambientazione in Europa. Ha raccontato di essere immigrato in Europa circa 25 anni fa e,. dopo aver   vinto una

 

borsa di studio in Francia si è trasferito a Bologna dove si è laureato in medicina; attualmente lavora all’ospedale di Erba. Le difficoltà che ha incontrato sono state soprattutto i problemi di lingua, in quanto differente dalla sua, i cibi e le abitudini diverse. Ci ha riferito di avere imparato i vocaboli italiani stando a contatto con la gente e con

 

un suo coetaneo. Inoltre ha parlato delle diverse abitudini africane e europee. Questa esperienza ci ha aiutato a comprendere tante cose: siamo tutti uguali e non dobbiamo distinguerci basandoci sul colore della pelle, non bisogna avere dei pregiudizi, quello che conta è come ogni persona si comporta nella vita e come si relaziona con gli altri.