ISTITUTO COMPRENSIVO GIOVANNI BERTACCHI

 

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DIFFICOLTA' E FATICHE IN CARROZZINA
PER I RAGAZZI DELLA 1^ C

Una mattina di maggio abbiamo dedicato due ore allo svolgimento di una bella attività. I nostri insegnanti pensano sia importante coltivare il rispetto reciproco, ma soprattutto il rispetto di chi si trova suo malgrado in situazione di difficoltà. Abbiamo un compagno che queste difficoltà le sperimenta quotidianamente, lo vedrete nelle foto che seguiranno.

Allora ecco “Disabilità e carrozzine” un tema importante e profondo per noi alunni della  IC. Un argomento che bisogna affrontare con una determinata testa e che, per essere davvero capito, ha bisogno di modalità e situazioni adeguate. Quello che abbiamo fatto noi e i nostri professori è stato proprio questo: ricreare il contesto in cui sperimentare.

La nostra insegnante di italiano ha procurato dodici carrozzine e anche il nostro compagno, ha dato il suo contributo prestandoci una delle sue due, (sull’altra, quella elettrica, ci stava lui!); poi noi e i prof. abbiamo costruito un percorso con ostacoli artificiali: coni, birilli, cerchi; e ostacoli reali: gradini, dislivelli, disconnessioni del terreno, buche. Tutto questo è stato fatto nel cortile della scuola,nel piazzale antistante e sotto il porticato della chiesa di San Lorenzo.

Dopo alcune esercitazioni, ci siamo sfidati a gruppi da tre nell’affrontare il percorso porticato-cortile della scuola, cercando di capire cosa significhi passare la vita su di una carrozzina; capire che per chi può camminare per superare un gradino basso non ci vuole nessuno sforzo, anzi, neanche ci si accorge, ma per chi è costretto a stare su di una sedia a rotelle, non è solo un insignificante gradino, no!E’ il più grande degli ostacoli.

Alla fine abbiamo commentato questa esperienza : “ sì certo, è stato divertente intendendolo come un gioco, ma non riuscire a superare un gradinetto, senza l’aiuto di qualcuno, ci ha fatto sentire impotenti,come se la carrozzina ci governasse, e ci siamo sentiti in gabbia, e questa è una cosa che spaventa”.

 

                                                             Giulia, I c


 

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Che fatica mettersi in colonna