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PIANO PER L'OFFERTA
FORMATIVA
adottato dall'anno
scolastico 2001-2002 e successivi |
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1. INTRODUZIONE |
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Il Piano per l'Offerta
Formativa (POF) ovvero il progetto di istituto è l'insieme delle
scelte culturali e organizzative che caratterizzano il nostro
istituto. La scuola dell'autonomia lo rende trasparente per far
conoscere ciò che fa, come lo fa e perché lo fa.
La scuola è una
delle istituzioni che concorrono all'educazione degli alunni. Il
suo ruolo è, pertanto, di collaborazione con gli altri
soggetti: la famiglia in primo luogo, gli Enti Locali e tutti gli
Enti territoriali con finalità educative nei confronti dei giovani.
L’istituzione scuola
però ha un compito specifico: la formazione degli alunni in termini
di acquisizione di conoscenze, abilità e competenze. La sua azione
ha inoltre finalità di prevenzione dei problemi che attualmente si
presentano in modo sempre più diffuso (es. bullismo, droga, alcool,
fumo…). In questo suo ruolo contribuisce alla socializzazione
dei bambini e ragazzi che le vengono affidati.
La formazione che
offre la scuola è infatti sempre socializzante perché:
-
gli alunni vivono ed
operano insieme nell'ambiente scolastico;
-
a scuola avviene sempre una
trasmissione culturale: si fa parte di una società se si
conoscono i problemi e le esperienze che sono il risultato del
pensiero e delle azioni degli altri;
-
la scuola fornisce gli
strumenti che permettono lo sviluppo personale per agire con
autonomia nella società.
Nel campo
dell'educazione la scuola si dà questo compito specifico: aiutare
gli alunni a diventare persone autonome, facendo loro acquisire gli
strumenti culturali necessari per esserlo nella società di oggi.

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2. CONTESTO
SOCIOCULTURALE E BISOGNI DELL’UTENZA |
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A. La
società di oggi
Cosa
serve per vivere nella società di oggi, realtà molto complessa con
aspetti positivi e negativi?
Consideriamo le
caratteristiche principali che comportano problematiche in campo
educativo e formativo:
-
trasformazioni rapide
spesso difficilmente controllabili e comprensibili;
-
molteplicità di
informazioni e di linguaggi, non sempre chiari e spesso giocati
sull'aspetto emozionale:
-
difficoltà nella condivisione
dei valori;
-
cambiamento nella struttura
dei nuclei familiari;
-
corsa esasperata alla
competizione ed al risultato;
-
individualismo eccessivo;
-
confusione nei modelli di
riferimento;
-
molteplicità di attività da
svolgere con conseguenti carenze di tempo;
-
tendenza a soddisfazione
immediata dei bisogni;
-
società sempre più
multiculturale;
-
rapida diffusione di nuove
tecnologie in continua evoluzione.
B. La nostra
realtà
La nostra scuola è un
Istituto Comprensivo formato da:
-
4 scuole
dell’infanzia (Villa di Chiavenna, Prosto, Prata, S. Cassiano);
-
4 scuole primarie
(Villa di Chiavenna, Piuro, Prata, S. Cassiano);
-
2 secondarie di
primo grado (Chiavenna e Villa di Chiavenna).
Le varie sedi sono
dislocate su un territorio che si estende dal comune di Prata, nel
fondovalle, a tutta la Val Bregaglia italiana fino al confine
svizzero. A Chiavenna si trova la sede centrale/amministrativa.
L’istituto è quindi
situato in una zona di confine che ha forti problemi occupazionali,
parzialmente attenuati dalla possibilità di trovare lavoro nella
vicina Svizzera o nelle realtà metropolitane più raggiungibili:
fenomeni diffusi sono perciò nuove forme di emigrazione, il
pendolarismo e la carenza di opportunità qualificate per i giovani.
La posizione
geografica della valle, le vie di comunicazione inadeguate, le
scarse occasioni di scambi culturali pongono problemi di rapporti
con l'esterno e con altre culture.
E' una valle ricca di
tradizioni culturali, di storia e di risorse ambientali che attira
flussi turistici consistenti, anche se irregolari. In una situazione
economica “stagnante” (pochissime industrie, scarsa attività
agricola, ridotto numero di imprese artigianali), la valle cerca una
ripresa economica proprio nel settore del turismo.
Negli ultimi anni
anche la nostra valle è interessata dal fenomeno dell’immigrazione,
con l’arrivo di famiglie straniere.
Una risorsa del
territorio è la presenza di numerose associazioni sportive e
culturali. Gli oratori offrono proposte di aggregazione a bambini e
adolescenti. La scuola rimane comunque uno dei luoghi privilegiati
di diffusione della cultura verso il territorio, anche se sono
presenti pochi indirizzi di scuola superiore.
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3. OBIETTIVI
FORMATIVI |
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La scuola
dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado assume questi
bisogni:
A. Identità ed autonomia
Bisogno dell’alunno
di:
-
sentirsi accettato
-
sentirsi capito
-
sentirsi guidato
-
sentirsi sicuro
-
costruirsi una propria
identità
-
essere autonomo in base
alle proprie capacità
-
riconoscere le proprie
capacità e i propri limiti
B.
Convivenza civile
Bisogno dell’alunno di:
-
crescere in un
ambiente sereno, stimolante, rassicurante;
-
avere regole
certe;
-
disporre di spazi
adeguati a momenti ed attività diversi;
-
comunicare;
-
accettare l’altro;
-
superare
l’egocentrismo;
-
confrontarsi;
-
collaborare;
-
rispettare l’altro
e le cose;
-
assumersi delle
responsabilità;
-
imparare a gestire
gli impulsi.
C.
Orientamento
Bisogno dell’alunno di fare esperienze diversificate per:
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4. COMPETENZE
CHIAVE DI CITTADINANZA |
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L'attività didattica del nostro Istituto tiene
costantemente come riferimento le competenze chiave di cittadinanza
che si ispirano alle competenze chiave per l'apprendimento
permanente proposte dalle Raccomandazioni del Parlamento Europeo e
del Consiglio d’Europa del 18 dicembre 2006:
-
imparare
ad imparare
-
progettare
-
comunicare
-
collaborare e partecipare
-
agire in modo autonomo e
responsabile
-
risolvere problemi
-
individuare collegamenti e
relazioni
-
acquisire ed interpretare
l'informazione
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5. CURRICOLI |
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I
curricoli delle attività e delle discipline, suddivisi nei tre
livelli di scuola, costituiscono una delle fondamentali parti del POF; sono il documento di base che esplicita i contenuti didattici
essenziali a cui tutti gli insegnanti fanno riferimento per la
programmazione del lavoro scolastico; sono a disposizione per la
consultazione presso la sede dell'Istituto Comprensivo a Chiavenna
o presso le singole scuole, oltre che sul sito dell’Istituto.
Sono così organizzati:
-
Programmazione di
scuola dell’infanzia
-
Curricolo minimo
garantito di scuola primaria
-
Scuola secondaria
di primo grado: curricoli delle singole discipline
Nel
corso dell'anno scolastico 2001/2002 i curricoli sono stati
revisionati e costruiti “in verticale” da gruppi di insegnanti che
si occupano della stessa materia, per garantire la continuità
didattica e metodologica nell'Istituto.
Per quanto riguarda
ogni curricolo, la programmazione è stata costruita partendo dalla
scuola dell’infanzia che ha fissato le basi in relazione ai diversi
obiettivi, è proseguita con la scuola primaria per finire con la
scuola secondaria di primo grado; in tale modo qualsiasi obiettivo
fissato per la terza “media” ha le radici nella scuola dell’infanzia
e segue una linea continua di sviluppo.
Nel corso dell’anno
2003/04 i curricoli sono stati analizzati in relazione alla riforma
scolastica e alle indicazioni per la scuola dell’infanzia, primaria
e secondaria di primo grado.
Come il POF nel suo
complesso, i curricoli sono documenti in continua evoluzione,
costruzione ed adeguamento (vedi allegato n. 2).
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6.
METODI DI LAVORO E ATTIVITA’
ALL’INTERNO DELLA SCUOLA |
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Le metodologie di lavoro all’interno della
scuola assumono un ruolo fondamentale per l’apprendimento e la
formazione. L’alunno, fin dalla scuola dell’infanzia, è protagonista
del suo personale processo per cui deve essere coinvolto in prima
persona. Le metodologie adottate saranno preferibilmente le
seguenti:
-
approccio alle
conoscenze attraverso l'utilizzo
di diversi linguaggi, per permettere agli alunni di apprendere
sperimentando vie alternative;
-
illustrazione preliminare di ogni attività o
progetto, in modo da rendere esplicito il percorso e gli
obiettivi da raggiungere;
-
lavoro a gruppi
orizzontali (alunni della
stessa classe o sezione) o verticali (alunni appartenenti a
classi o sezioni diverse);
-
utilizzo delle metodologie del
“cooperative learning” e del “tutoring”;
-
valutazione collettiva di alcuni lavori
scolastici, per ripercorrere le attività, analizzare le fasi di
un lavoro e avviare al senso critico;
-
frequente utilizzo del dialogo, della
conversazione e della discussione guidata, come mezzi per
stimolare gli alunni ad interagire mediante il confronto,
rispettando idee ed opinioni di ciascuno;
-
utilizzo dei laboratori di informatica,
scienze, musica, arte e della palestra per favorire modalità di
lavoro differenziate ed interattive;
-
ricorso alla drammatizzazione e ai giochi
di ruolo, per potenziare le capacità espressive e offrire un
approccio alternativo alle attività curricolari.
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7. VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI |
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L’allegato n. 3,
aggiornato all’anno scolastico 2008-2009 con l’introduzione del voto
in decimi, chiarisce le finalità, i criteri e gli strumenti
dell’attività valutativa, che è la più complessa tra le attività
scolastiche.
I momenti di formale redazione e
consegna di documenti di valutazione avvengono alla fine di ciascun
quadrimestre nelle scuole primarie e secondarie di primo grado;
nelle scuole dell’infanzia nel mese di febbraio viene programmata
un’assemblea dedicata alla valutazione.
La valutazione riguarda sia l’aspetto
educativo che quello didattico.
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8. ATTIVITA’
DI QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE DEI DOCENTI |
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-
Il Collegio Docenti elabora
l’attività di formazione in servizio per rispondere al meglio ai
bisogni educativi e didattici degli alunni.
-
L'Istituto sostiene gruppi di studio su
bisogni educativi, coordinati dalle funzioni strumentali.
-
L'Istituto promuove la condivisione delle
scelte di tipo educativo e la ricerca di collaborazione con
quanti operano sul territorio in chiave educativa.
-
L'Istituto incentiva la
collaborazione tra docenti dei vari tipi di scuola per
scambio di informazioni e
proposte di
attività di continuità educativa per facilitare il passaggio
degli alunni in un ordine di scuola diverso.
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9 . INCONTRI
E COLLABORAZIONE CON LE FAMIGLIE |
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La reciproca collaborazione fra
scuola e famiglia è fondamentale perché si realizzi il percorso
educativo e didattico degli alunni.
Il
“Patto di corresponsabilità educativa” (allegato n. 4), proposto ai genitori
all'atto delle nuove iscrizioni,
esplicita il ruolo della scuola, delle famiglie e degli alunni. La
parte relativa ai diritti-doveri dello studente costituirà il
contenuto di attività di classe.
La proposta di
collaborazione prevede da parte della scuola:
-
presentazione
e
condivisione del POF (elaborato dal Collegio dei Docenti ed
adottato con delibera dal Consiglio di Istituto) durante le
assemblee;
-
assemblee di
classe per approfondire le problematiche della classe come
gruppo;
-
incontri
individuali per un confronto sul percorso di apprendimento;
-
eventuali incontri su
tematiche a carattere educativo (richiesti dalla famiglia o
dalla scuola);
-
disponibilità
degli
insegnanti ad incontrarsi con i genitori su loro richiesta,
anche al di fuori dei momenti già appositamente programmati.
I genitori possono
partecipare alla vita della scuola anche offrendo la loro
collaborazione per la realizzazione di specifici progetti (es.
mostre, rappresentazioni teatrali, laboratori…).

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10.
ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI |
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A. Inserimento
e integrazione
L’Istituto riserva
un’attenzione particolare agli alunni diversamente abili, creando un
ambiente di apprendimento che, attraverso modalità plurime, si
propone di favorire il passaggio dall’inserimento all’integrazione.
Nel cambio di grado scolastico si elaborano progetti di continuità
che prevedono trasmissione di informazioni, conoscenza del contesto
di futura frequenza e un “fare insieme”, tra gli alunni in entrata e
quelli già presenti, in attività musicali, sportive, cognitive che
agevolino questo passaggio.
Gli alunni lavorano
prevalentemente dentro la classe, assieme ai compagni. Il lavoro
fuori classe viene svolto solo sporadicamente e quando dettato da
specifiche necessità. La scuola fornisce, in collaborazione con gli
Enti Locali, gli eventuali strumenti vicarianti e i materiali
necessari alle attività, sussidi e arredi specifici.
La sede centrale
dell’Istituto è dotata di ascensore e di bagno attrezzato per le
disabilità motorie.
Soprattutto nella
scuola secondaria, in considerazione dell’età degli alunni, vengono
promosse attività e progetti di conoscenza sul mondo della
disabilità, e della alterità in generale, grazie a risorse interne
e collaborazioni esterne anche con persone portatrici di handicap.
B. Criteri
per la scelta della classe di inserimento
-
Valutazione del gruppo
classe: presenza di altri alunni svantaggiati o con problemi
comportamentali oppure particolarmente positivi e collaborativi.
-
Classe meno
numerosa, ove possibile
-
Presenza nella
classe di compagni significativi per l’alunno
L’Istituto ritiene importante l’informazione e la sensibilizzazione
del gruppo classe al fine di una adeguata accoglienza del compagno
C. Compito
dei gruppi di insegnanti/consigli di classe
I
Consigli di classe:
-
vengono informati sulla
situazione dell’alunno dai docenti coinvolti nel passaggio;
-
sono organismi di docenti
corresponsabili e contitolari dell’alunno disabile;
-
concordano i compiti dei
singoli docenti e gli interventi individualizzati (P.E.I.);
-
concordano i tipi di
collaborazione necessari;
-
conoscono la normativa
specifica.
D. Gruppo
di lavoro GSLH
E’ istituito il GSLH
(Gruppo di studio e di lavoro sull’handicap) composto dal Dirigente
scolastico, dalla Funzione Strumentale per l’integrazione, e
articolato per ogni caso con i coordinatori delle classi in cui
sono presenti alunni disabili, con gli insegnanti di sostegno, con
il genitore dell’alunno e possibilmente con un operatore designato
dall’ASL.
E. Risorse
dell’Istituto
Congrua dotazione
libraria relativa ai bisogni educativi speciali e ai disturbi
specifici di apprendimento. Da molti anni la scuola è abbonata a
riviste specifiche sui disturbi di apprendimento.
Dotazione di materiali
specifici per l’attività motoria e psicomotoria: tappeti,
materassini da rilassamento, palloni, palle giganti, coni, cerchi,
arco d’equilibrio.
Disponibilità di
materiale di facile consumo per l’attività annuale (carta, tempere,
pennelli, cartucce).
Ausili: banchi
adattati, pc riservati, portatili e non.
F. Presenza
dell’Istituto nella collaborazione con altri Enti o soggetti
Collaborazione con
Comunità Montana, Ufficio di Piano, Tavolo di settore Area
disabilità attraverso un rappresentante fisso e partecipe effettivo
ai lavori, nella persona della Funzione strumentale.
Collaborazioni in
attività didattiche con il Centro Diurno Disabili.
Presenza del Dirigente
scolastico o della Funzione strumentale a tutti gli incontri con
l’Unità di Neuropsichiatria.
Collaborazione con gli
educatori extra-scolastici degli alunni.
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11. ALUNNI
STRANIERI |
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Il nostro Istituto ha
cominciato ad accogliere un sempre più consistente numero di alunni
stranieri in tutti e tre gli ordini di scuola.
Dall’a.s. 2004/05 sono
state istituzionalizzate procedure e figure funzionali adeguate alla
situazione.
L’Istituto:
-
ha introdotto la Funzione
strumentale che si occupasse di questa fascia di utenza: della
sua accoglienza, dell’integrazione
e della dimensione interculturale connessa;
-
ha redatto un
Protocollo di Accoglienza, che detta le procedure da
seguire per l’iscrizione e l’ingresso a scuola e nelle classi
degli alunni stranieri;
-
ha individuato la figura di
segreteria deputata ad accogliere i genitori degli alunni e
vagliarne la documentazione in collaborazione con la Funzione
strumentale;
-
ha costituito un fondo librario
sulla didattica dell’italiano come lingua seconda comprendente
testi per l’insegnamento della lingua, per la somministrazione
di prove non verbali, per la conoscenza dei paesi di provenienza
degli alunni, vocabolari di italiano/principali lingue
straniere, giochi linguistici, video e materiali multimediali;
-
intrattiene rapporti di
collaborazione con la Provincia in merito a progetti di
insegnamento specifici;
-
invia suoi
insegnanti a corsi di aggiornamento sulla didattica di italiano
come lingua seconda e l’intercultura;
-
intrattiene rapporti con
l’Ufficio di Piano per situazioni di particolare difficoltà;
-
collabora con personale
volontario (come ad esempio ex docenti iscritti UNICEF) che si
presta in situazione di necessità didattica;
-
delega la Funzione
strumentale per l’Integrazione alunni stranieri e intercultura
alla collaborazione con la Comunità Montana, Ufficio di Piano,
Tavolo di settore Area Immigrazione, contrasto delle povertà ed
esclusione sociale.
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12. ALUNNI IN
DIFFICOLTA’: RECUPERO E SOSTEGNO |
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Alcuni alunni
presentano difficoltà o ritardo negli apprendimenti; altri alunni,
per var motivi spesso legati alla vita extrascolastica, presentano
problematiche di tipo affettivo-relazionale che a volte incidono
anche sull’apprendimento.
Gli insegnanti, dopo
una attenta e approfondita osservazione dell’alunno nei diversi
momenti della vita scolastica e dopo aver verificato opportunamente
la situazione relativa al percorso dell’apprendimento, nei casi più
problematici, convocano le famiglie ed espongono la situazione,
chiedono ulteriori notizie che possano inquadrare meglio il caso e
concordano linee comuni di intervento specialmente riguardo al
settore educativo; se è necessario propongono la richiesta di
intervento di tipo specialistico.
Prima di provvedere
alla stesura della programmazione del lavoro didattico ed educativo,
gli insegnanti, individuano la situazione di partenza, della classe
o del singolo alunno, programmano attività adeguate, procedono a
verifiche in itinere quanto i singoli alunni hanno appreso e, in
caso di ritardo o difficoltà, predispongono piani di lavoro
individuale o per piccolo gruppo per il recupero delle competenze.
Compatibilmente con le risorse disponibili (organico dei docenti e
finanziaria) si progetteranno attività specifiche di
recupero/consolidamento. |
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13. L’ACCOGLIENZA
NELLA SCUOLA |
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L’accoglienza a scuola
è uno dei momenti qualificanti specialmente per gli alunni che
entrano per la prima volta a scuola o in una certa classe in quanto
devono conoscere l’ambiente di “lavoro” e le persone con cui
dovranno relazionarsi: insegnanti, compagni, collaboratori
scolastici.
In particolare nelle
prime classi di tutti gli ordini di scuola, e in misura minore nelle
altre classi, vengono programmate attività di accoglienza nelle
prime settimane di scuola per favorire l’inserimento e anche una
conoscenza più rapida e approfondita dei singoli alunni da parte
dell’insegnante; il tempo scuola viene modificato per avere una
maggiore compresenza degli insegnanti, compresenza che si rende
necessaria alla scuola dell’infanzia in quanto entrano, tra
l’altro, bambini spesso al primo approccio sociale, ma che risulta
utile pure negli altri due ordini di scuola anche in relazione
all’entrata di alunni che provengono da altre realtà.
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14. PROGETTI
DEL POF |
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progetti di cui all'allegato n. 1, relativi a varie attività non
propriamente curriculari, costituiscono una parte fondamentale del
POF; nascono dai bisogni educativi e/o didattici riscontrati nelle
varie scuole e generalmente prevedono attività e competenze
trasversali ai saperi.
Per progetto, infatti, si intende una modalità di programmazione e
di esecuzione di un insieme di attività scolastiche, che ampliano
gli insegnamenti curricolari o rispondono in modo mirato alle
problematiche attuali. Essi tendono principalmente all'acquisizione
di competenze trasversali (competenze intese come capacità di
padroneggiare ed utilizzare le conoscenze in un contesto dato),
relazionali, progettuali e hanno valenza orientativa (capacità di
ciascuno di sviluppare il senso di sé e una propria autonoma
capacità di scelta). Possono essere di carattere prevalentemente
educativo, prevalentemente didattico o educativo e didattico.
I progetti
nascono dai bisogni riscontrati nel quadro delle seguenti tematiche
o ambiti:
-
informatica;
-
educazione
ambientale, alla salute, stradale, all'espressività,
all'affettività, sportiva, linguistica;
-
accoglienza;
-
continuità;
-
orientamento;
-
integrazione
alunni (stranieri, diversamente abili ecc.).
In base alla
complessità e all'organizzazione, i progetti vengono distinti
in tre categorie:
-
progetto
di materia: insieme di attività svolte nell'ambito di una
materia che mirano all'approfondimento o all'arricchimento; tale
progetto può coinvolgere alunni di più classi;
-
progetto
interdisciplinare: insieme di attività che coinvolgono più
materie dello stesso ambito o di ambiti diversi; il progetto può
essere rivolto ad alunni della stessa classe o sezione o di
classi o sezioni diverse;
-
progetto
di Istituto: insieme di attività svolte nei vari gradi di
scuola, con percorsi verticali studiati nell'ambito di quelle
tematiche che vengono individuate, all'inizio di ogni anno
scolastico, da parte del Collegio, sulla base delle esigenze
emergenti nell'Istituto e ritenute prioritarie; il progetto di
Istituto è comunque un progetto di continuità.
I progetti
vengono documentati, valutati e verificati collegialmente a fine
percorso.
CRITERI DI
FINANZIAMENTO DI LABORATORI E PROGETTI
Attualmente le fonti
possibili di finanziamento sono i fondi del bilancio in particolare
della legge 440/97 ed i fondi comunali per il diritto allo studio.
Stante la necessità di
ottimizzare l’utilizzo di risorse non ingenti, il finanziamento dei
progetti e laboratori prevede i seguenti criteri in ordine di
priorità:
1.
Progetti con "valenza di Istituto"
2.
Progetti caratterizzati da
verticalità, trasversalità e di continuità
3.
Progetti che coinvolgono un rilevante
numero di alunni e di classi
4.
Progetti per classi dove sono presenti
alunni diversamente abili e svantaggiati
5.
Progetti per classi dove sono presenti
alunni stranieri
La Commissione POF
avrà il compito di esaminare i progetti e di sottoporli
all'approvazione del collegio e del Consiglio d’Istituto.
I progetti allegati al
POF, (allegato 1), possono variare ogni anno scolastico sulla base
delle scelte di programmazione messe in atto.
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15. COLLABORAZIONI
ESTERNE |
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Durante l'anno
scolastico l'Istituto cercherà nell'extrascuola occasioni di
collaborazione per ampliare l'offerta formativa; si possono
prevedere collaborazioni con:
ASL, Comuni, Comunità
Montana, sede centrale e sedi periferiche della Biblioteca,
Parrocchie, Associazioni culturali e sportive, Centro sportivo,
Vigili del fuoco, Forze dell'ordine, WWF ,CRI, Unicef, esperti in
vari campi, altre scuole… e tutte quelle realtà che possono offrire
spunti di arricchimento culturale o educativo.
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16. FUNZIONI
STRUMENTALI, COLLABORATORI DEL DIRIGENTE, COMMISSIONI |
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Per il miglior funzionamento del nostro Istituto Comprensivo ogni
anno scolastico sono previsti fino a due collaboratori nominati dal
capo di Istituto (come da contratto), insegnanti che rivestono il
ruolo di funzione strumentale con compiti specifici, un responsabile
per ogni sede scolastica, commissioni e gruppi di lavoro,
coordinatori di classe per la scuola media e presidenti dei consigli
di intersezione e interclasse per la scuola materna e elementare,
responsabili di laboratorio e sussidi.
Altri incarichi coerenti con il POF vengono affidati nel corso
dell’anno scolastico.
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