ISTITUTO COMPRENSIVO GIOVANNI BERTACCHI

 
     

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PIANO PER L'OFFERTA FORMATIVA

adottato dall'anno scolastico 2001-2002 e successivi

 
 

 

 
   
 

1. INTRODUZIONE

 
 


Il Piano per l'Offerta Formativa (POF) ovvero il progetto di istituto è l'insieme delle scelte culturali e organizzative che caratterizzano il nostro istituto. La scuola dell'autonomia lo rende trasparente per far conoscere ciò che fa, come lo fa e perché lo fa.

La scuola è una delle istituzioni che concorrono all'educazione degli alunni. Il suo ruolo è, pertanto, di collaborazione con gli altri soggetti: la famiglia in primo luogo, gli Enti Locali e tutti gli Enti territoriali con finalità educative nei confronti dei giovani.

L’istituzione scuola però ha un compito specifico: la formazione degli alunni in termini di acquisizione di conoscenze, abilità e competenze. La sua azione ha inoltre finalità di prevenzione dei problemi che attualmente si presentano in modo sempre più diffuso (es. bullismo, droga, alcool, fumo…). In questo suo ruolo contribuisce alla socializzazione  dei  bambini e ragazzi che le vengono affidati.

La formazione che offre la scuola è infatti sempre socializzante perché:

  • gli alunni vivono ed operano insieme nell'ambiente scolastico;

  • a scuola avviene sempre una trasmissione culturale: si fa parte di una società se si conoscono i problemi e le esperienze che sono il risultato del pensiero e delle azioni degli altri;

  • la scuola fornisce gli strumenti che permettono lo sviluppo personale per agire con autonomia nella società.

Nel campo dell'educazione la scuola si dà questo compito specifico: aiutare gli alunni a diventare persone autonome, facendo loro acquisire gli strumenti culturali necessari per esserlo nella società di oggi.

 

 
 

2. CONTESTO SOCIOCULTURALE E BISOGNI DELL’UTENZA

 
 

 

A. La società di oggi 

Cosa serve per vivere nella società di oggi, realtà  molto complessa con aspetti positivi e negativi?
Consideriamo le caratteristiche principali che comportano problematiche in campo educativo e formativo:

  • trasformazioni rapide spesso difficilmente controllabili e comprensibili;

  • molteplicità di informazioni e di linguaggi, non sempre chiari e spesso giocati sull'aspetto emozionale:

  • difficoltà nella condivisione dei valori;

  • cambiamento nella struttura dei nuclei familiari;

  • corsa esasperata alla competizione ed al risultato;

  • individualismo eccessivo;

  • confusione nei modelli di riferimento;

  • molteplicità di attività da svolgere con conseguenti carenze di tempo;

  • tendenza a soddisfazione immediata dei bisogni;

  • società sempre più multiculturale;

  • rapida diffusione di nuove tecnologie in continua evoluzione.

B. La nostra realtà

La nostra scuola è un Istituto Comprensivo formato da:

  • 4 scuole dell’infanzia (Villa di Chiavenna, Prosto, Prata, S. Cassiano);

  • 4 scuole primarie (Villa di Chiavenna, Piuro, Prata, S. Cassiano);

  • 2 secondarie di primo grado (Chiavenna e Villa di Chiavenna).

Le varie sedi sono dislocate su un territorio che si estende dal comune di Prata, nel fondovalle, a tutta la Val Bregaglia italiana fino al confine svizzero. A Chiavenna si trova la sede centrale/amministrativa.
L’istituto è quindi situato in una zona di confine che ha forti problemi occupazionali, parzialmente attenuati dalla possibilità di trovare lavoro nella vicina Svizzera o nelle realtà metropolitane più raggiungibili: fenomeni diffusi sono perciò nuove forme di emigrazione, il pendolarismo e la carenza di opportunità qualificate per i giovani.
La posizione geografica della valle, le vie di comunicazione inadeguate, le scarse occasioni di scambi culturali pongono problemi di rapporti con l'esterno e con altre culture.
E' una valle ricca di tradizioni culturali, di storia e di risorse ambientali che attira flussi turistici consistenti, anche se irregolari. In una situazione economica “stagnante” (pochissime industrie, scarsa attività agricola, ridotto numero di imprese artigianali), la valle cerca una ripresa economica proprio nel settore del turismo.
Negli ultimi anni anche la nostra valle è interessata dal fenomeno dell’immigrazione, con l’arrivo di famiglie straniere.
Una risorsa del territorio è la presenza di numerose associazioni sportive e culturali. Gli oratori offrono proposte di aggregazione a bambini e adolescenti. La scuola rimane comunque uno dei luoghi privilegiati di diffusione della cultura verso il territorio, anche se sono presenti pochi indirizzi di scuola superiore.
 

 
  3. OBIETTIVI FORMATIVI  
 


La scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado assume questi bisogni: 

A. Identità ed autonomia
Bisogno dell’alunno di:

  • sentirsi accettato

  • sentirsi capito

  • sentirsi guidato

  • sentirsi sicuro

  • costruirsi una propria identità

  • essere autonomo in base alle proprie capacità

  • riconoscere le proprie capacità e i propri limiti

B. Convivenza civile
Bisogno dell’alunno di:

  • crescere in un ambiente sereno, stimolante, rassicurante;

  • avere regole certe;

  • disporre di spazi adeguati a momenti ed attività diversi;

  • comunicare;

  • accettare l’altro;

  • superare l’egocentrismo;

  • confrontarsi;

  • collaborare;

  • rispettare l’altro e le cose;

  • assumersi delle responsabilità;

  • imparare a gestire gli impulsi.

C. Orientamento
Bisogno dell’alunno di fare esperienze diversificate per:

  • esplorare;

  • sperimentare;

  • sbagliare;

  • scegliere;

  • accrescere il senso di responsabilità delle proprie scelte e delle proprie azioni;

  • valorizzare le proprie potenzialità.

 
  4.  COMPETENZE CHIAVE DI CITTADINANZA  
 


L'attività didattica del nostro Istituto tiene costantemente come riferimento le competenze chiave di cittadinanza che si ispirano alle competenze chiave per l'apprendimento permanente proposte dalle Raccomandazioni del Parlamento Europeo e del Consiglio d’Europa del 18 dicembre 2006:

  • imparare ad imparare

  • progettare

  • comunicare

  • collaborare e partecipare

  • agire in modo autonomo e responsabile

  • risolvere problemi

  • individuare collegamenti e relazioni

  • acquisire ed interpretare l'informazione

 
  5. CURRICOLI  
 
I curricoli delle attività e delle discipline, suddivisi nei tre livelli di scuola, costituiscono una delle fondamentali parti del POF; sono il documento di base che esplicita i contenuti didattici essenziali a cui tutti gli insegnanti fanno riferimento per la programmazione del lavoro scolastico; sono a disposizione per la consultazione presso la sede dell'Istituto Comprensivo a Chiavenna o  presso le singole scuole, oltre che sul sito dell’Istituto.
Sono così organizzati:
  • Programmazione di scuola dell’infanzia

  • Curricolo minimo garantito di scuola primaria

  • Scuola secondaria di primo grado: curricoli delle singole discipline

Nel corso dell'anno scolastico 2001/2002 i curricoli sono stati revisionati e costruiti “in verticale” da gruppi di insegnanti che si occupano della stessa materia, per garantire la continuità didattica e metodologica nell'Istituto.
Per quanto riguarda ogni  curricolo, la programmazione è stata costruita partendo dalla scuola dell’infanzia che ha fissato le basi in relazione ai diversi obiettivi, è proseguita con la scuola primaria per finire con la scuola secondaria di primo grado; in tale modo qualsiasi obiettivo fissato per la terza “media” ha le radici nella scuola dell’infanzia e segue una linea continua di sviluppo.
Nel corso dell’anno 2003/04 i curricoli sono stati analizzati  in relazione alla riforma scolastica e alle indicazioni per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
Come il POF nel suo complesso, i curricoli sono documenti in continua evoluzione, costruzione ed adeguamento (vedi allegato n. 2).

 
  6. METODI  DI LAVORO E  ATTIVITA’  ALL’INTERNO DELLA SCUOLA  
 
Le metodologie di lavoro all’interno della scuola assumono un ruolo fondamentale per l’apprendimento e la formazione. L’alunno, fin dalla scuola dell’infanzia, è protagonista del suo personale processo per cui deve essere coinvolto in prima persona. Le metodologie adottate saranno preferibilmente le seguenti:
  • approccio alle conoscenze attraverso l'utilizzo di diversi linguaggi, per permettere agli alunni di apprendere sperimentando vie alternative;

  • illustrazione preliminare di ogni attività o progetto, in modo da rendere esplicito il percorso e gli obiettivi da raggiungere;

  • lavoro a gruppi orizzontali (alunni della stessa classe o sezione) o verticali (alunni appartenenti a classi o sezioni diverse);

  • utilizzo delle metodologie del “cooperative learning” e del “tutoring”;

  • valutazione collettiva di alcuni lavori scolastici, per ripercorrere le attività, analizzare le fasi di un lavoro e avviare al senso critico;

  • frequente utilizzo del dialogo, della conversazione e della discussione guidata, come mezzi per stimolare gli alunni ad interagire mediante il confronto, rispettando idee ed opinioni di ciascuno;

  • utilizzo dei laboratori di informatica, scienze, musica, arte e della palestra per favorire modalità di lavoro differenziate ed interattive;

  • ricorso alla drammatizzazione e ai giochi di ruolo, per potenziare le capacità espressive e offrire un approccio alternativo alle attività curricolari.

 
  7.  VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI  
 


L’allegato n. 3, aggiornato all’anno scolastico 2008-2009 con l’introduzione del voto in decimi, chiarisce le finalità, i criteri e gli strumenti dell’attività valutativa, che è la più complessa tra le attività scolastiche.
I momenti di formale redazione e consegna di documenti di valutazione avvengono alla fine di ciascun quadrimestre nelle scuole primarie e secondarie di primo grado; nelle scuole dell’infanzia nel mese di febbraio viene programmata un’assemblea dedicata alla valutazione. 
La valutazione riguarda sia l’aspetto educativo che quello didattico.

 
  8.  ATTIVITA’ DI QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE DEI DOCENTI  
     
 
  • Il Collegio Docenti elabora l’attività di formazione in servizio per rispondere al meglio ai bisogni  educativi e didattici degli alunni.

  • L'Istituto sostiene gruppi di studio su bisogni educativi, coordinati dalle funzioni strumentali.

  • L'Istituto promuove la condivisione delle scelte di tipo educativo e la ricerca di collaborazione con quanti operano sul territorio in chiave educativa.

  • L'Istituto incentiva la collaborazione tra docenti dei vari tipi di scuola per scambio di informazioni e proposte di attività di continuità educativa per facilitare il passaggio degli alunni in un ordine di scuola diverso.

 
  9 . INCONTRI E COLLABORAZIONE CON LE FAMIGLIE  
 


La reciproca collaborazione fra scuola e famiglia è fondamentale perché si realizzi  il percorso educativo e didattico degli alunni.
Il “Patto di corresponsabilità educativa” (allegato n. 4), proposto ai genitori all'atto delle nuove iscrizioni, esplicita il ruolo della scuola, delle famiglie e degli alunni. La parte relativa ai diritti-doveri dello studente costituirà il contenuto di attività di classe.

La proposta di collaborazione prevede da parte della scuola:

  • presentazione e condivisione del POF (elaborato dal Collegio dei Docenti ed adottato con delibera dal Consiglio di Istituto) durante le assemblee;

  • assemblee di classe per approfondire le problematiche della classe come gruppo;

  • incontri individuali per un confronto sul percorso di apprendimento;

  • eventuali incontri su tematiche a carattere educativo (richiesti dalla famiglia o dalla scuola);

  • disponibilità degli insegnanti ad incontrarsi con i genitori su loro richiesta, anche al di fuori dei momenti già appositamente programmati.

I genitori possono partecipare alla vita della scuola anche offrendo la loro collaborazione per la realizzazione di specifici progetti (es. mostre, rappresentazioni teatrali, laboratori…).

 
  10.  ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI  
 

A.
 Inserimento e integrazione

L’Istituto riserva un’attenzione particolare agli alunni diversamente abili, creando un ambiente di apprendimento che, attraverso modalità plurime, si propone di favorire il passaggio dall’inserimento all’integrazione. Nel cambio di grado scolastico si elaborano progetti di continuità che prevedono trasmissione di informazioni, conoscenza del contesto di futura frequenza e un “fare insieme”, tra gli alunni in entrata e quelli già presenti,  in attività musicali, sportive, cognitive che  agevolino questo passaggio.
Gli alunni lavorano prevalentemente dentro la classe, assieme ai compagni. Il lavoro fuori classe viene svolto solo sporadicamente e quando dettato da specifiche necessità. La scuola fornisce, in collaborazione con gli Enti Locali, gli eventuali strumenti vicarianti e i materiali necessari alle attività, sussidi e arredi specifici.
La sede centrale dell’Istituto è dotata di ascensore e di bagno attrezzato per le disabilità motorie.
Soprattutto nella scuola secondaria, in considerazione dell’età degli alunni, vengono promosse attività e progetti di conoscenza  sul mondo della disabilità, e della alterità in generale, grazie a risorse interne e  collaborazioni esterne anche con persone portatrici di handicap.

B. Criteri per la scelta della classe di inserimento
  • Valutazione del gruppo classe: presenza di altri alunni svantaggiati o con problemi comportamentali oppure particolarmente positivi e collaborativi.

  • Classe meno numerosa, ove possibile

  • Presenza nella classe di compagni significativi per l’alunno

L’Istituto ritiene importante l’informazione e la sensibilizzazione del gruppo classe al fine di una adeguata accoglienza del compagno

C. Compito dei gruppi di insegnanti/consigli di classe
I Consigli di classe:
  • vengono informati sulla situazione dell’alunno dai docenti coinvolti nel passaggio;
  • sono organismi di docenti corresponsabili e contitolari dell’alunno disabile;
  • concordano i compiti dei singoli docenti e gli interventi individualizzati (P.E.I.);
  • concordano i tipi di collaborazione necessari;
  • conoscono la normativa specifica.
D. Gruppo di lavoro GSLH
E’ istituito il GSLH (Gruppo di  studio e di lavoro sull’handicap) composto dal Dirigente scolastico, dalla Funzione Strumentale per l’integrazione, e articolato per ogni caso con i coordinatori delle classi  in cui sono presenti  alunni disabili, con gli insegnanti di sostegno, con il genitore dell’alunno e possibilmente con un operatore designato dall’ASL.

E.
 Risorse dell’Istituto

Congrua dotazione libraria relativa ai bisogni educativi speciali e ai disturbi specifici di apprendimento. Da molti anni la scuola è abbonata a riviste specifiche sui disturbi di apprendimento.
Dotazione di materiali specifici per l’attività motoria e psicomotoria: tappeti, materassini da rilassamento, palloni, palle giganti, coni, cerchi, arco d’equilibrio.
Disponibilità di materiale di facile consumo per l’attività annuale (carta, tempere, pennelli, cartucce).
Ausili: banchi adattati, pc riservati, portatili e non.

F.
 Presenza dell’Istituto nella collaborazione con altri Enti o soggetti
Collaborazione con  Comunità Montana, Ufficio di Piano, Tavolo di settore Area disabilità attraverso un rappresentante  fisso e partecipe effettivo ai lavori, nella persona della Funzione strumentale.
Collaborazioni in attività didattiche con il Centro Diurno Disabili.
Presenza del Dirigente scolastico o della Funzione strumentale a tutti gli incontri con l’Unità di Neuropsichiatria.
Collaborazione con gli educatori extra-scolastici degli alunni.

 
  11.  ALUNNI STRANIERI  
 


Il nostro Istituto ha cominciato ad accogliere un sempre più consistente numero  di alunni stranieri in tutti e tre gli ordini di scuola.
Dall’a.s. 2004/05 sono state istituzionalizzate procedure e figure funzionali adeguate alla situazione.
L’Istituto:

  • ha introdotto la  Funzione strumentale che si occupasse di questa fascia di utenza: della sua accoglienza, dell’integrazione e della dimensione interculturale connessa;

  • ha redatto un Protocollo di Accoglienza, che detta le procedure da seguire per l’iscrizione e l’ingresso a scuola e nelle classi degli alunni stranieri;

  • ha individuato la figura di segreteria deputata ad accogliere i genitori degli alunni e vagliarne la documentazione in collaborazione con la Funzione strumentale;

  • ha costituito un fondo librario  sulla didattica dell’italiano come lingua seconda comprendente testi per l’insegnamento della lingua, per la somministrazione di prove non verbali, per la conoscenza dei paesi di provenienza degli alunni, vocabolari di italiano/principali lingue straniere, giochi linguistici, video e materiali multimediali;

  • intrattiene rapporti di collaborazione con la Provincia in merito a progetti di insegnamento specifici;

  • invia  suoi insegnanti a corsi di aggiornamento sulla didattica di italiano come lingua seconda e l’intercultura;

  • intrattiene rapporti con l’Ufficio di Piano per situazioni di particolare difficoltà;

  • collabora con  personale volontario (come ad esempio ex docenti iscritti UNICEF) che si presta in situazione di necessità didattica;

  • delega la Funzione strumentale per l’Integrazione alunni stranieri e intercultura alla collaborazione con la Comunità Montana, Ufficio di Piano, Tavolo di settore Area Immigrazione, contrasto delle povertà ed esclusione sociale.

 
  12. ALUNNI IN DIFFICOLTA’: RECUPERO E SOSTEGNO  
 


Alcuni alunni presentano difficoltà o ritardo negli apprendimenti; altri alunni, per var motivi spesso legati alla vita extrascolastica, presentano problematiche di tipo affettivo-relazionale che a volte incidono anche sull’apprendimento.
Gli insegnanti, dopo una attenta e approfondita osservazione dell’alunno nei diversi momenti della vita scolastica e dopo aver verificato opportunamente la situazione relativa al percorso dell’apprendimento, nei casi più problematici, convocano le famiglie ed espongono la situazione, chiedono ulteriori notizie che possano inquadrare meglio il caso e concordano linee comuni di intervento specialmente riguardo al settore educativo; se è necessario propongono la richiesta di  intervento di tipo specialistico.
Prima di provvedere alla stesura della programmazione del lavoro didattico ed educativo, gli insegnanti, individuano la situazione di partenza, della classe o del singolo alunno, programmano attività adeguate,  procedono a verifiche in itinere  quanto i singoli alunni hanno appreso e, in caso di ritardo o difficoltà,  predispongono piani di lavoro individuale o per piccolo gruppo per  il recupero delle competenze. Compatibilmente con le risorse disponibili (organico dei docenti e finanziaria) si progetteranno attività specifiche di recupero/consolidamento.

 
 


 
  13. L’ACCOGLIENZA NELLA SCUOLA  
 


L’accoglienza a scuola è uno dei momenti qualificanti specialmente per gli alunni che entrano per la prima volta a scuola o in una certa classe in quanto devono conoscere l’ambiente di “lavoro” e le persone con cui dovranno relazionarsi: insegnanti, compagni, collaboratori scolastici.
In particolare nelle prime classi di tutti gli ordini di scuola, e in misura minore nelle altre classi,  vengono programmate attività di accoglienza nelle prime settimane di scuola per favorire l’inserimento e anche una conoscenza più rapida e approfondita dei singoli alunni da parte dell’insegnante; il tempo scuola viene modificato per avere una maggiore compresenza degli insegnanti, compresenza che si rende necessaria alla scuola dell’infanzia in quanto entrano, tra l’altro,  bambini spesso al primo approccio sociale, ma che risulta utile pure negli altri due ordini di scuola anche in relazione all’entrata di alunni che provengono da altre realtà.

 
  14. PROGETTI DEL POF  
 


 progetti di cui all'allegato n. 1, relativi a varie attività non propriamente curriculari, costituiscono una parte fondamentale del POF; nascono dai bisogni educativi e/o didattici riscontrati nelle varie scuole e generalmente prevedono attività e competenze trasversali ai saperi.
Per progetto, infatti,  si intende una modalità di programmazione e di esecuzione di un insieme di attività scolastiche,  che ampliano gli insegnamenti curricolari o rispondono in modo mirato alle problematiche attuali. Essi tendono principalmente all'acquisizione di competenze trasversali (competenze intese come capacità di padroneggiare ed utilizzare le conoscenze in un contesto dato), relazionali, progettuali e hanno valenza orientativa (capacità di ciascuno di sviluppare il senso di sé e una propria autonoma capacità di scelta). Possono essere di carattere prevalentemente educativo, prevalentemente didattico o educativo e didattico.

I progetti nascono dai bisogni riscontrati nel quadro delle seguenti tematiche o ambiti:

  • informatica;

  • educazione ambientale, alla salute, stradale, all'espressività, all'affettività, sportiva, linguistica;

  • accoglienza;

  • continuità;

  • orientamento;

  • integrazione alunni (stranieri, diversamente abili ecc.).

In base alla complessità e all'organizzazione, i progetti  vengono distinti in tre categorie:

  • progetto di materia: insieme di attività svolte nell'ambito di una materia che mirano all'approfondimento o all'arricchimento; tale progetto può coinvolgere alunni  di più classi;

  • progetto interdisciplinare: insieme di attività che coinvolgono più materie dello stesso ambito o di ambiti diversi; il progetto può essere rivolto ad alunni della stessa classe o sezione o di classi o sezioni diverse;

  • progetto di Istituto: insieme di attività svolte nei vari gradi di scuola, con percorsi verticali studiati nell'ambito di quelle tematiche che vengono individuate, all'inizio di ogni anno scolastico, da parte del Collegio, sulla base delle esigenze emergenti nell'Istituto e ritenute prioritarie; il progetto di Istituto è comunque un progetto di continuità.

I progetti vengono documentati, valutati e verificati collegialmente a fine percorso.

CRITERI DI FINANZIAMENTO DI LABORATORI E PROGETTI

Attualmente le fonti possibili di finanziamento sono i fondi del bilancio in particolare della legge 440/97 ed i fondi comunali per il diritto allo studio.
Stante la necessità di ottimizzare l’utilizzo di risorse non ingenti, il finanziamento dei  progetti  e laboratori prevede i seguenti criteri in ordine di priorità:

     1.      Progetti con "valenza di Istituto"
2.
      Progetti caratterizzati da verticalità, trasversalità e di continuità
3.
      Progetti che coinvolgono un rilevante numero di alunni e di classi
4.
      Progetti per classi dove sono presenti alunni diversamente abili e svantaggiati
5.
      Progetti per classi dove sono presenti alunni stranieri

La Commissione POF avrà il compito di esaminare i progetti e di sottoporli all'approvazione del collegio e del Consiglio d’Istituto.
I progetti allegati al POF, (allegato 1), possono variare ogni anno scolastico sulla base delle scelte di programmazione messe in atto.

 
  15. COLLABORAZIONI ESTERNE  
 


Durante l'anno scolastico l'Istituto cercherà nell'extrascuola occasioni di collaborazione per ampliare l'offerta formativa; si possono prevedere collaborazioni con:
ASL, Comuni, Comunità Montana, sede centrale e sedi periferiche della Biblioteca, Parrocchie, Associazioni culturali e sportive, Centro sportivo, Vigili del fuoco, Forze dell'ordine, WWF ,CRI, Unicef, esperti in vari campi, altre scuole… e tutte quelle realtà che possono offrire spunti di arricchimento culturale o educativo.

 
  16. FUNZIONI STRUMENTALI, COLLABORATORI DEL DIRIGENTE,  COMMISSIONI  
 


Per il miglior funzionamento del nostro Istituto Comprensivo ogni anno scolastico sono previsti fino a due collaboratori nominati dal capo di Istituto (come da contratto), insegnanti che rivestono il ruolo di funzione strumentale con compiti specifici, un responsabile per ogni  sede scolastica, commissioni e gruppi di lavoro, coordinatori di classe per la scuola media e presidenti dei consigli di intersezione e interclasse per la scuola materna e elementare, responsabili di laboratorio e sussidi.
Altri incarichi coerenti con il POF vengono affidati nel corso dell’anno scolastico.